In un territorio ricco di memorie, qualche chilometro ad est degli avanzi di un muro megalitico detto “paritone dei greci” o “limitone”, che si vuole segnasse nel secolo VIII il limite della dominazione bizantina in Terra d’Otranto, nei pressi di interessanti chiese – grotte basiliane (Belvedere, S. Biagio, S. Giovanni) e a breve distanza dalla masseria Campi Distrutta, che ricorda il casale medievale di campi Longobardi, si erge Incantalupi. Il nome, secondo l’ipotesi che trova più credito, è da attribuirsi al fascino particolare del posto: spazi che confinano con l’orizzonte, cieli perennemente cangianti in mille altri, quiete e fervore di vita, silenzi luminosi violati da suoni ancestrali, richiami di armenti, tubare di colombi, frinire di cicale, latrare di cani, nitrire di cavalli, frusciare di biade accompagnano i lievi profumi del mare, i forti odori del mentastro, del finocchio selvatico, dell’origano, dell'eucalipto: sapori antichi riscoperti accanto a focolari schioppettanti; trasparenze di vini che inducono all’oblio…… Ma non è solo questo Incantalupi!